IPNOSI & TRANCE
 
In ipnosi si utilizzano termini come“addormentarsi”, “addormentare”, “superamento delle facoltà critiche della Mente” ma si tratta solo di definizioni “operative”. Sono cioè termini che usiamo per capirci, usiamo un linguaggio che in qualche modo descrive l’esperienza ma non rispecchia esattamente la realtà.

Esso è viziato dalla fenomenologia apparente dell’ipnosi ma non descrive bene lo stato mentale interno della persona in ipnosi (spesso si dice “sotto ipnosi”, ma come vedremo è un’espressione scorretta).

Nello stato di “trance” – altro termine che suscita paura per via delle esibizioni degli ipnotisti da teatro – la persona è cosciente e non dorme affatto!

Una condizione tipica di “trance” corrisponde ad uno stato mentale di focalizzazione, di forte concentrazione, su una idea assieme ad una condizione di rilassamento fisico profondo. Le onde cerebrali emesse durante l’ipnosi, esaminate con l’EEG sono di tipo alfa o anche theta: cioè il soggetto in ipnosi non dorme e può anche rispondere alle domande che gli vengono rivolte.
 
Un’altra convinzione è che il soggetto in ipnosi diventi per così dire un “libro aperto” e cioè che possa essere indotto a rivelare tutto di sé, essendo incapace di trattenere qualsiasi segreto.

Anche questo è assolutamente falso: già Freud, quando ancora usava l’ipnosi, si accorse che la sua paziente, in trance, durante un trattamento per sintomi isterici, non voleva rivelare chi avesse abusato di lei durante nell’infanzia.

Il padre, colpevole, presente alla seduta piangeva… E ancora: l’ipnosi viene utilizzata negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e Irlanda in campo forense, in Nazioni garantiste, dove ci si può avvalere della facoltà di non rispondere. Infine in caso di pericolo il soggetto ipnotizzato può destarsi senza alcun problema. Come ha spiegato bene la National Guild of Hypnotists negli USA, tra le più antiche ed autorevoli Associazioni di Ipnotisti, riprendendo la definizione che ne diede D. Elman: “ogni ipnosi è autoipnosi”.

L’ipnotista non è altro che un conduttore, un facilitatore che aiuta un’altra persona nella propria autoipnosi. E’ il soggetto “ipnotizzato” che fa il grosso del lavoro, con la propria mente. In altre parole l’ipnosi è un fenomeno co-operativo e pertanto espressioni come “sotto ipnosi”, “ipnotizzato”, ecc… non hanno alcun senso.

Ma non è tutto. Un’altra cosa sconosciuta ai più è che si entra in uno stato naturale di trance ogni 90 minuti, seppure per qualche momento. Per questa ragione M. H. Erickson, padre dell’ipnoterapia moderna e fondatore della American Society of Clinical Hypnosis, aveva l’abitudine di protrarre le sue sedute per circa due ore, sfruttando questo processo naturale: lo riconosciamo ad esempio, quando sogniamo ad occhi aperti oppure ci ritroviamo con lo sguardo fisso nel vuoto.
 
Ogni notte quando stiamo per addormentarci o al mattino al risveglio, non appena le onde cerebrali scendono tra gli 8 ed i 13 cicli al secondo, entri nello stato alfa della mente. La porta tra mente conscia e subconscia è aperta e diventa più facile accedere a memorie o immagazzinarvi nuove informazioni. Quando sei guidato nello stato alfa della mente da un’altra persona o qualcosa – si tratti di un film, una registrazione o una persona – sei tecnicamente ipnotizzato. Sotto i due stati di coscienza (beta e alfa), c’è lo stato teta, di sogno, e quello delta che è di sonno profondo o di totale incoscienza.
 
Che tu ricordi o no i tuoi sogni, devi passare dallo stato teta per arrivare al delta e viceversa. Allo stesso modo devi passare attraverso lo stato alfa per addormentarti e prima del risveglio. Perciò raggiungi lo stato di ipnosi ogni giorno della tua vita!

Entriamo, perciò, in uno stato di ipnosi anche quando siamo rilassati davanti alla tv, oppure guardiamo un film o siamo completamente assorti nella lettura di un libro.